La nostra partecipazione al Firenze Vintage Bit 2025 è stata, ancora una volta, un’esperienza intensa e altamente significativa, sia dal punto di vista umano che tecnico.
Presso il nostro stand erano presenti alcuni dei nostri soci più attivi della zona:
Max Privrat, Presidente dell’Associazione, Leonardo Vettori, Lorenzo Mancini, Fabio Brianese e Gianluca Gaggi, che hanno rappresentato lo spirito e la passione della community MSX italiana. Tra gli organizzatori dell’evento segnaliamo con piacere la presenza del nostro socio Federico Gori, mentre Maurizio Morandi è passato a trovarci durante la manifestazione, condividendo momenti di confronto e curiosità.

L’evento ha visto la partecipazione di 28 espositori, provenienti da diversi ambiti del retrocomputing e dell’elettronica storica, anche se per questa edizione di Firenze Vintage Bit ci è sembrato di vedere meno partecipazione. In questo contesto, l’Associazione MSX Italia è stata l’unica realtà a presentare macchine MSX, portando all’attenzione del pubblico uno standard fondamentale della storia dell’informatica domestica, ancora oggi sorprendentemente attuale e vivo.







Il momento più emozionante della giornata è stato senza dubbio la conferenza di Lorenzo Mancini di cui abbiamo pubblicato il video, che ha ripercorso esperienze, sogni e primi approcci alla programmazione: un racconto autentico e coinvolgente che ha simbolicamente segnato – e spiegato – la nascita del percorso di programmatore professionale di Lorenzo Mancini, suscitando grande interesse e partecipazione da parte del pubblico.



Grazie a tutti coloro che sono passati a trovarci e agli organizzatori per l’ottima riuscita della manifestazione.
Durante la giornata c’è stato modo lavorare in presenza al progetto del gruppo di ricerca e sviluppo sul Linguaggio C dell’associazione MSX Italia “CHRONO RUNNER” di cui si è addirittura visto girare una ROM sul VG8020 infine memento di studio e condivisione sul settaggio di cartucce di recente sviluppo come la Wondertang italiana e la Pico.
Un evento che conferma, ancora una volta, quanto l’MSX sappia parlare al passato, al presente e al futuro del computing.





